Gioca Giuè

Il blog di videogiuochi che non stavate aspettando altro

Quanta strada abbiamo fatto insieme ai videogiochi? Tanta. Su questo blog ogni tre articoli ce n’è uno nostalgico che rimembra gioie passate con i giochini simpatici dell’infanzia prima, e dell’adolescenza poi.

Come un genitore, il videogioco ci ha preso per mano dicendoci sempre qual’era il cammino che dovevamo intraprendere, qual’era la strada da seguire, qual’era la nostra missione.

Crescendo queste rigide regole di condotta hanno cominciato ad andarci strette, volevamo dare vita ad un sentimento di ribellione che sonnecchiava dentro di noi. Cominciò una guerra silenziosa contro le barriere che delimitavano le aree di gioco. Abbiamo provato ad inabissare la Ferrari di Out Run, perché se poteva sguazzare sul bagnasciuga, cazzo doveva entrarci in quell’oceano fottuto. Abbiamo provato a scavalcare montagne/foreste/nuvole palesemente inaccessibili, ovviamente senza successo.

Succede che nel 1996 una software house di ragazzi cattivi, quelli che se vuoi uscire con loro devi fumare le sigarette altrimenti ti emarginano e ti scelgono per ultimo quando ci giochi a pallone, fa uscire un gioco in cui ci sono tante missioni da compiere, ma in fondo se ti va puoi tranquillamente sbattertene i coglioni e fare quello che ti va.

E’ il panico, nessuno riesce a finirlo quel maledetto gioco, perché c’è talmente tanto divertimento nell’esplorare la città, massacrare ignari passanti e picchiare hare krishna che l’obiettivo principale (diventare un magnate della droga) passa completamente in secondo piano. Con Grand Theft Auto nasce il concetto di free roaming come lo conosciamo oggi.

Dopo l’uscita di GTA e seguiti tutte le softwarehouse esistenti hanno provato a fare uscire almeno un gioco di stampo free roaming, a volte con successo altre volte creando immani cacate.

L’unanimità non esiste, da nessuna parte, il pubblico si spacca in due. Una parte avrà un desiderio di mondi/città/pianeti sempre più vasti da esplorare/razziare/violentare mentre l’altra parte rimmarrà ancorata al passato timorata di un dio che con voce metallica grida READY/BRIEFING/GO/FINISH HIM.

Se agli albori del free roaming si tendeva ad essere più indulgenti con i giochi, con l’evoluzione del genere si sono visti pian piano affiorarne i limiti.

1)Avere troppe cose da fare è come non averne nessuna, si perde di vista l’obiettivo centrale (come accadeva nei GTA per PSX), non si porta avanti la campagna principale e mentre giochiamo capita spesso una visita della nostra cara amica noia e il gioco finisce nel dimenticatoio.

2)Se la trama non è coinvolgente mi puoi anche far fare il giro del mondo in ottanta giorni con le città dettagliatissime e mille cose da fare, andare al cesso/cucina/bar/ristorante/mignotte/internet point ma io mi scasserò il cazzo e smetterò di giocarci.

3)E’ inutile disseminare l’intero gioco di collezionabili se poi non riesco a collezionarli tutti prima della fine. Io non mi metto a girare a zonzo per cercare cagate che poi mi sbloccano gli artwork e storyboard di cui non me ne può fregare di meno.

Se alla nascita del genere i programmatori si facevano davvero il mazzo per creare ambienti o iperrealistici o supermega fantasiosi, con il passare del tempo la noia si è impossessata di loro che improvvisamente hanno cominciato a disegnare quadrati con palazzi dentro e per lo più foreste di stampo alieno.

Ma analizziamo qualche titolo, nel bene e nel male (ovviamente titoli che ho giocato):

Dalla grafica minimalista di Grand Theft Auto ne abbiamo fatta di strada, ora siamo rumeni a New York
Dalla grafica minimalista di Grand Theft Auto ne abbiamo fatta di strada, ora siamo rumeni a New York

GTA(saga) – GTA è ancora oggi il punto di riferimento per chi vuole sviluppare un universo free roaming coerente, con il passare degli episodi le trame si sono fatte davvero scarse e poco coinvolgenti, io dopo San Andreas li ho giocati tutti e non ne ho finito nessuno.

Legacy of Kain: Soul Reaver – Uno dei titoli più chiacchierati per Psx, lo aspettammo per anni perché la distribuzione fu rinviata almeno dieci volte e quando ci giocai la delusione fu enorme: grafica da paura, ambiente marrone, numero dei nemici ridicolo e finale aperto. Una delle più grandi truffe mai realizzate, per fortuna l’avevo comprato dal marocco.

Prototype – Qualcuno potrebbe obiettare che questo non fosse un gioco free roaming ma sinceramente io ancora non ho capito quali lo sono e quali no, quindi… Diciamo che il gioco è fico e divertente però l’ambiente in cui tutto si svolge rappresenta il piattume della generazione contemporanea, forse nasconde una metafora.

Yakuza – Si corre e si mena, fico.

Assassin’s Creed (saga) – Una delle serie più redditizie degli ultimi anni, dopo una falsa partenza AC ha saputo stupire grazie ad un secondo capitolo molto bello e altri tre capitoli scarsi. La sua fortuna è stata quella di aver inserito una trama da telenovelas che costringe il giocatore a comprare il titolo successivo per sapere come si evolve la storia. Già il sospetto mi venne quando spulciando nei titoli di coda vidi il nome di Grecia Colmenares.

Una delle intense espressioni della mitica controparte femminile di Assassin's Creed
Una delle intense espressioni della mitica controparte femminile di Assassin’s Creed
L'occhio vigile di Copons osserva tutto e tutti
L’occhio vigile di Copons osserva tutto e tutti

Shenmue – io non l’ho giocato, dicono tutti che è una ficata, lo metto solo perché non voglio tra i commenti Copons che mi dice te sei scordato Shenmue, merad.

No more heroes – Questo titolo lo metto perché il pubblico non l’ha capito, è stato criticatissimo perla componente free roaming che faceva schifo (vero), però il gioco era un action game come non se ne sono mai visti su Wii, quindi fottetevi.

Il Padrino – Bel gioco, bell’atmosfera, tante botte e tanta noia, alla fine è meglio Mafia, ma qui la colonna sonora ti manda in pappa il cervello e vi ritroverete a trafugare il gessato di vostro padre dall’armadio o  al bagno mentre vi infilate batuffoli d’ovatta in bocca .

Red Dead Redemption – I detrattori dei free roaming dovrebbero cospargersi il capo di cenere di fronte a questo immenso affresco storico. Una colonna sonora degna del miglior Sergio Leone, il protagonista più umano che si possa desiderare e polvere, miglia e miglia di polvere, cosa si può desiderare di più?

In conclusione io non ho ancora capito se il free roaming fa al caso mio, se ha rovinato il videogioco come lo conosciamo oggi o se sarà la nuova frontiera da evolvere e migliorare. Molti titoli mi hanno annoiato a morte, molti altri no, la morale quindi è: Se non ti piace, cambia canale e non rompere il cazzo. Il bello è che avete perso cinque minuti per leggere i deliri di un pazzo, ora non vi sentite più tanto stupidi mentre andate per deserti a scuoiare coyote eh?


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