Alla luce del fatto che la Romania sta diventando il gold standard videoludico del ventunesimo secolo, mi sembra giusto omaggiare questo ridente paese rivivendo insieme a voi una delle saghe più longeve e famose di sempre. Andate a comprare l’aglio al mercato, stiamo entrando nel mondo di Castlevania.
Nel 1986 il genere platform è ancora visto come un passatempo allegro e divertente. I salti di Super Mario impazzano nelle sale giochi, tutto è mamma mia, let’sa go… Proprio nel momento più gioioso, mentre il nostro amico idraulico sta baciando la sua Peach, Konami spalanca le porte dell’Inferno.
Castlevania rivoluziona il genere dal profondo (nel senso più letterale del termine), puntando tutto sull’atmosfera cupa (mi rifiuto di dire dark) e su una componente action più marcata. La storia ha inizio nel 1691, quando la comparsa del castello di Dracula sconvolge la “pacifica” Transilvania. Il cacciatore di vampiri Simon Belmont dovrà affrontare il suo nemico più feroce, Vlad Tepes in persona. Se la tradizione popolare ci aveva abituato a teste d’aglio e paletti di frassino, qui l’arma a disposizione è una magica frusta, tramandata da generazioni nell’ambigua, ambigua famiglia Belmont (che andava dove IO andavo). Oltre alle orde di zombie, mannari, fantasmi e altre creature degli inferi, la frusta ci servirà soprattutto per fracassare le suppellettili del castello. Nascosti dietro ogni candelabro, torcia, plafoniera o applique potremo trovare monete, riserve di energia e armi da lancio supplementari con cui combattere i nemici più tosti (asce, pugnali, acqua santa e l’immancabile croce). Il gioco è suddiviso in 6 livelli, boss finale incluso. Castlevania accontenterà pubblico e critica sotto tutti gli aspetti, il successo è assicurato. E’ nata una stella.
L’incredibile trionfo di Castlevania e dei successivi capitoli sarà dovuto anche alle splendide musiche; nonostante i limiti oggettivi delle console anni ’80, le colonne sonore saranno sempre di tutto rispetto ed evolveranno con il gioco regalandoci sequenze da brividi.

Castlevania II: Simon’s Quest
Nonostante sia soltanto il 1987, la voglia di sperimentare per Konami è grande. Se la forza di Castlevania era una nuova atmosfera applicata al platform, Castlevania II scardina la suddivisione in livelli per ambientare tutto il gioco in un solo gigantesco ambiente. Al gameplay verranno anche aggiunti piccoli elementi GdR (soprattutto mercanti sparsi qua e là). La nota dolente del titolo è la grafica. Al contrario del capitolo precedente, Castlevania II ha colori sfarfallanti, oscillazioni strane e qualche bug di troppo; l’esperienza di gioco rimane valida, ma questa volta il cerchio non è perfetto.
Castlevania III: Dracula’s Curse
Un prequel in tutto e per tutto. E’ il 1476 e l’esercito di Dracula terrorizza gli strip club rumeni con zombie non paganti e scambi di coppia a base di pipistrelli. Indovinate a chi spetta ristabilire l’ordine pubblico? La patata bollente finisce in mano a Trevor Belmont (eeeeh lo vedi ad andare alle serate fetish con la frusta? poi te tocca salvà la giornata a dei gonzi rumeni), ma questa volta non dovremo fare tutto da soli. Dracula’s Curse ripristina il gameplay vecchia maniera, dovremo attraversare 15 livelli con alcuni bivi lungo la strada. Durante il viaggio dovremo scegliere fra tre personaggi che potranno accompagnarci per fare due chiacchiere tra una frustata e l’altra:
- Grant DaNasty – Un pirata fantasma che dopo essere stato sconfitto da Trevor si unisce a lui nella crociata contro Dracula.
- Sypha Belnades – Incastonata nella pietra da Dracula per poi essere venduta a Jabba the Hut, Sypha è una sacerdotessa (pfff! diciamo piuttosto una suora, pinguino demmerda) che aiuterà Trevor con la sua magia bianca e che darà vita al clan Belnades, il quale affiancherà i Belmont in molte battaglie.
- Alucard – figlio di BarbapaVlad e di un’umana, odia Dracula per la sorte toccata alla madre (indovinate quale), si unisce a Trevor perchè ha un sassolino nello stivale. Ricordatevi il suo nome perchè lo ritroveremo più e più volte.
Super Castlevania IV
Negli anni ’90, il metodo per assicurare vendite spropositate era quello di mettere “Super” all’inizio del titolo. E’ il caso del gioco in questione. Super Castlevania IV non è altro che il remake del primo Castlevania. Stessa trama ma con grafica e musica migliorata. Fine. Il titolo è comunque di tutto rispetto e i soldi sono spesi benissimo, eh.
Castlevania Bloodlines
Questo episodio della saga verrà distribuito soltanto per Sega Megadrive (ed è un peccato, perchè sarà uno dei più belli – NdTeSbundle). Bloodlines è il primo episodio a non essere ambientato totalmente in Casa Tepes e che prova a rompere gli schemi, narrativamente parlando. Nel 1897 la guerra tra vampiri e cacciatori si è conclusa. La pace dura fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, quando nel 1914 l’omicidio del Principe d’Austria a Sarajevo nasconde un oscuro rituale ordito da Elizabeth Bathory (che nel gioco viene chiamata Bartley probabilmente per le proteste indignate dei detentori del copyright, ma lo sappiamo che è lei) per resuscitare il suo antenato Vlad e impossessarsi delle anime dei poveri cittadini. Il gioco è ambientato nel 1917, quando John Morris (un non diretto discendente Belmont che si ritrova tra le mani la magica frusta) ed Eric Lecarde (un amico di Morris, la cui fidanzata è stata trasformata in vampira, che si ritrova fra le mani un’alabarda appartenuta ad Alucard, nun se sa come) viaggeranno per tutta l’Europa all’ inseguimento di Elizabeth Bathory e Dorothea Szentes, per impedire la resurrezione di Dracula (tanto non ci riescono).
Inutile dire che questo titolo va ricordato soprattutto per il suo livello all’ interno della Torre di Pisa (che secondo la mappa si trova in Liguria).
Il mio nome è Legione, perchè siamo in molti
Per comodità chiamerò questo episodio della saga con il titolo che ho giocato personalmente. Il gioco di cui sto parlando è Castlevania: Dracula X. La premessa è obbligatoria, perchè nel 1995 Konami distribuì lo stesso gioco con 2 titoli diversi : Dracula X (PAL) e Vampire’s Kiss (NTSC). La prima uscita in realtà era del 1993 ed il titolo era Castlevania Rondo of Blood (per la release JAP) e nonostante una grafica qualitativamente inferiore il gioco constava di livelli diversi e aveva un personaggio giocabile in più (Maria Renard).
Il protagonista di questo episodio è il giovane Richter Belmont, l’ennesimo discendente di Simon. Come al solito Dracula, tombeur de femmes, non si smentisce: porta nel castello la squinzia di Richter e la sorellina minorenne di quest’ultima (Maria appunto). Richter tra una bestemmia e un’altra porta a casa la giornata non senza mietere vittime tra i candelabri del castello.
Il pezzo da 90 – Castlevania Symphony of the Night
Signori un attimo di attenzione, ci troviamo davanti al capolavoro assoluto della saga, nonchè il mio episodio più giocato e amato (lo sto giocando tuttora grazie al live arcade Xbox). Castlevania SOTN è il seguito diretto di Castlevania X e viene distribuito per PSX nel 1997. Se da un lato la grafica 16-bit fa storcere il naso davanti a titoli graficamente più avanti, ad un’occhiata più approfondita ci si accorge di avere tra le mani un titolo profondo come pochi se ne sono visti.
Il protagonista della vicenda questa volta è il rampollo di casa Tepes, Alucard. Il vecchio compagno di Trevor Belmont torna da papà per la vendetta finale. La leggenda vuole che il castello di Dracula appaia ogni 100 anni. Solo due anni dopo la sconfitta di Dracula ad opera di Richter Belmont, Castlevania ricompare sulle ridenti colline rumene. Alucard decide di indagare sulla sospetta scomparsa del caro Belmont. Scoprirà che a volere la resurrezione del babbo è proprio Richter che collabora (in realtà è vittima di una possessione malvagia) con le forze del male per mantenere la guerra tra vampiri e cacciatori sempre viva.
Symphony of the night è un Action/GdR che rinnova in modo perfetto il vecchio gameplay. Dimenticate le fruste, il raffinato Alucard sconfigge i nemci con affondi, stoccate e poteri magici. A disposizione avremo un vero e proprio arsenale ricco di spade, scudi, bombe, coltelli vari e ogni oggetto che può aiutarci nella battaglia. Le armi e l’equipaggiamento generale possono essere comprati oppure trovati sconfiggendo i nemici. Come se non bastasse Alucard si avvale dei poteri vampirici, può dunque tramutarsi in lupo, pipistrello e in nebbia (anche velenosa). L’ambiente di gioco è un unico gigantesco livello seprato da porte magiche, per completarlo con la percentuale più alta dovremo scoprire ogni anfratto del castello. Io ed un mio fido collaboratore stiamo provando a trovare tutti gli oggetti, ma con grande fatica. Stiamo giungendo alla conclusione che in una partita non tutte le spade si manifestino, ma aspettiamo conferma dal CERN.
La colonna sonora oltre ad essere una delle mie preferite è estremamente curata. Vagando per il castello faremo nostre quelle melodie, le canticchieremo al lavoro o più semplicemente finiranno sul cellulare come suoneria. Intanto qui c’è la mia traccia preferita.

Quando la grafica 3d non basta – Castlevania N64
In questa parte dell’articolo andrò veloce, i miei giudizi saranno del tutto pregiudiziali poichè non ho giocato questi titoli, mi baserò esclusivamente sui video trovati qua e là e sul gusto personale.
Chiariamoci subito, Castlevania non è adatto al 3d. Tutti i giochi della saga usciti con questo tipo di approccio fanno schifo, forse si salva Lords of Shadow, ma ne parliamo dopo.
Nel 1999 esce per Nintendo 64 Castlevania. La trama è inesistente, Dracula torna e due tizi a caso devono sconfiggerlo. La grafica 3d è scarna, tutto è divorato dal colore grigio ed il gioco è un normalissimo platform 3d. Chi ha bisogno di un titolo del genere quando può giocarsi Medievil?
Castlevania: Legacy of Darkness
Questo episodio è un prequel di Castlevania 64, alcuni ambienti sono presi pari pari dal titolo precedente. Vestiamo i panni di Cornell, un uomo-bestia che deve andare contro i suoi princìpi per salvare sua sorella, scelta come vittima sacrificale per resuscitare Dracula.
La grafica fa un deciso passo avanti rispetto al capitolo precedente, tuttavia la concorrenza fornisce giochi migliori e degni di maggior attenzione. Siamo ancora lontani dal rivedere la luce.
Castlevania Chronicles
Quando hai perso di vista l’obiettivo fermati e torna indietro. Nel 2001 Konami fa uscire una riedizione del primo Castlevania, come fu per l’ottimo Super Castlevania IV. Ovviamente il gioco è bello e divertente, le candele si distruggono con piacere come ai vecchi tempi, ma… Cicci, siamo nel ventunesimo secolo, vogliamo di più. (Sì ma anche voi quanti cazzi eh? – Amm.Delegato Konami)
Castlevania: Lament of innocence
Ennesimo tentativo, questa volta su PS2, di portare castlevania ad un buon 3d. Graficamente ci si riesce, anche se tutto è estremamente buio. Il gioco è brutto, l’ho pure giocato. Prendete tutti i difetti di un action e versateli in questo crogiuolo. Lament of innocence è facile (con una sola combo si può andare avanti tutto il gioco), corto, i comandi sono macchinosi, le inquadrature sono da voltastomaco e i nemici sono proprio brutti. La storia non ve la racconto nemmeno. Vi dico solo che Dracula vuole scoparsi la solita pulzella e voi siete il terzo incomodo.
Castlevania: Curse of darkness
Nel 2005 esce per PS2 l’evoluzione naturale ma decisamente migliorata di Lament of innocence. Protagonista dell’episodio è Hector, ex forgia-demoni di Dracula che ha tradito per condurre una vita normale. Il gioco aggiunge tutto ciò che c’era da aggiungere al capitolo precedente (ovvero le cose belle). Una struttura action/avventura/GdR si snoda all’interno delle numerose stanze da esplorare. Il risultato è buono, ma le aspettative erano veramente basse, deluderle era davvero difficile.
Castlevania: Lords of shadows
Con molto scetticismo ho seguito l’uscita di questo episodio della saga. La convinzione che fosse l’ennesima merda mi aveva allontanato dall’idea di comprarlo, e infatti non l’ho comprato. Tuttavia fonti attendibili mi dicono che il gioco è molto bello anche se è completamente snaturato dalla vecchia concezione di gioco che Castlevania portava con sè. Lords of Shadows è un action purissimo che fa il verso a capolavori come Devil May Cry, anche la trama stavolta è leggermente più articolata e non si parla del solito conflitto Belmont vs Dracula, bensì di Belmont vs Forze oscure non precisate.

Quando i piccoli fanno le cose in grande
Le console portatili hanno dato una nuova speranza a tutti i fan della serie che venivano puntualmente delusi dalle merde 3d prodotte. Sopra ho seguito infatti un ordine cronologico, tralasciando i titoli usciti per Game Boy Advance e Nintendo DS perchè meritavano un capitolo a parte.
Castlevania: Circle of the moon
Questo episodio esce per GBA nel 2001. Circle of the moon torna alla vecchia struttura 2d, che piace tanto a noi nostalgici, mantenendo anche alcune componenti GdR presenti in Castlevania SOTN. Il risultato è un classico del genere nonchè uno dei titoli più difficili da giocare della saga. La storia cerca di uscire un po’ dagli schemi, facendo capire che i Belmont, ormai a corto di eredi, hanno istituito una società segreta di ammazzavampiri in cui vengono formati giovini che hanno voglia di trucidare i pipistrelloni pervertiti (l’allenamento prevede soprattutto la distruzione di candele).
Castlevania: Harmony of dissonance
Solamente un anno dopo Circle of the moon esce una perla tra le perle, sempre per GBA. La storia di Harmony of dissonance prende vita cinquant’anni dopo il primo Castlevania. Juste Belmont avrà il compito di setacciare il castello alla ricerca della sua amica d’infanzia (adesso la chiamano così) Lydie Erlanger rapita dall’amico/nemico/rivale Maxim Kischine. La grafica di questo episodio è da sballo, i nemici prendono tutto lo schermo e ci sono ben due castelli da esplorare con tanto di butterfly effect incorporato (rompere un muro in un castello avrà conseguenze nell’altro), gioia pura.
A chiudere la tripletta per Game Boy Advance non può essere che la punta di diamante. Aria of sorrow è un titolo innovativo, profondo come lo era stato Symphony of the night e ovviamente bellissimo. L’azione si svolge nel 2035 quando ormai Dracula è stato sigillato dai Belmont in un’eclisse (sì, dentro l’eclisse, avete capito bene). Soma Cruz, affascinante studentello emo, visitando il Giappone con la sua amica Mina assiste ad un’eclisse che risucchia lui e la sua bella in un misterioso castello. Ad accoglierli c’è Genya Arikado (indovinate chi è?) che rivela loro di essere all’interno del castello di Dracula. Genya parlerà anche di una profezia che annuncia la venuta di un uomo, custode dei poteri del signore delle tenebre. Il compito di Soma sarà trovare e distruggere quest’uomo.
Aria of sorrow contiene una grande novità all’interno del classicissimo gameplay. I nemici non lasceranno più cadere armi o scudi, ma lasceranno fluttuare la loro anima perchè Soma possa assorbirla e usarla a suo piacimento. Avremo tre tipi di anime utilizzabili contemporaneamente. Le anime si dividono più o meno in anime con effetto d’attacco, di difesa o speciali (come la possibilità di vedere quali muri nascondono segreti). Spetterà a noi scoprire qual è la combinazione più devastante. Raccogliere tutte le anime ci porterà via un sacco di tempo e fatica (non tutti inemici lasciano la loro anima al primo colpo, neanche al secondo) considerate che alcune sono essenziali per passare sezioni di gioco o sconfiggere i boss più cazzuti.
SPOILER ALERT – Questo potere di Soma sarà così sospetto che durante la trama si scoprirà che l’uomo custode dei poteri draculeschi è proprio il nostro caro studentello emo.
Castlevania: Dawn of Sorrow
Nel 2005 esce per Nintendo DS il seguito diretto di Aria of sorrow, manco a dirlo è un altro capolavoro. Questa volta Soma Cruz dovrà vedersela con i tre candidati a ricevere l’anima di Dracula, nascerà la solita serie di gag esilaranti e festa a base di candele frantumate.
Il gameplay rimane intatto rispetto al titolo precedente (ma non è assolutamente un problema). L’ unica differenza è che vengono sfruttate le potenzialità del DS nelle boss fight. Ogni nemico dovrà essere sigillato con un movimento rapido dello stilo, altrimenti il combattimento andrà avanti ad oltranza.
Il gioco prevede anche una modalità in cui useremo l’amico di Soma, Julius Belmont.
Castlevania: Portrait of ruin
Come già detto in precedenza ogni titolo uscito per console portatile è un gioiello. Non fa eccezione questo episodio, ambientato temporalmente dopo Castlevania Bloodlines. I protagonisti sono due, Jonathan Morris, figlio di John, e Charlotte Aulin, discendente di casa Belnades. I due eroi potranno essere usati contemporaneamente durante la nostra avventura, ovviamente hanno abilità specifiche che dovremo saper usare a seconda della situazione. Questa volta avremo a che fare con il perfido Brauner, un vampiro pittore che dopo aver ucciso Eric Lecarde e trasformato le figlie di quest’ultimo in vampire, dipinge dei quadri che fungono da portali che John e Charlotte dovranno attraversare e distruggere. Oltre alla storia base i due protagonisti avranno anche delle missioni secondarie da portare a termine per ottenere maggiori poteri.
Insomma Konami non sbaglia un colpo sul fronte DS, e Portrait of ruin è un titolo da possedere assolutamente.
Castlevania: Order of Ecclesia
Siamo giunti alla fine di questa lunga lista di titoli. Abbiamo viaggiato attraverso il tempo, siamo andati avanti e poi indietro senza passare dal via. Prima di lasciarvi alle vostre riflessioni vi parlo di questo episodio datato 2008. Order of Ecclesia è forse il meno riuscito dei tre episodi per Nintendo DS. Con questo non intendo assolutamente dire che sia brutto, anzi. Il problema sta forse nella scelta di un personaggio e di una trama di fondo poco ispirata. Il clan Belmont ormai sciolto viene sostituito da gruppi indipendenti di cui l’unico veramente accreditato è appunto l’Order of Ecclesia. Shanoa, la nostra protagonista, riceverà in dono il Dominus, un potentissimo glifo magico che contiene i poteri di Dracula. Durante il rituale di consegna, Albus, amico di Shanoa (amico, amico, amico ar cazzo) ruberà il glifo e chiaramente verrà corrotto dal suo potere, a chi toccherà andare a recuperare tutti i glifi?
La struttura di Order of Ecclesia fonde la bellissima grafica di Portrait of ruin con la meccanica di Dawn of sorrow. Shanoa potrà utilizzare molti glifi, ognuno con caratteristiche diverse. Ci sono 20 luoghi da esplorare, raggiungibili attraverso la mappa del mondo, in pieno stile GdR. La forza di questo episodio sta nella difficoltà, che nei precedenti capitoli era stata considerata dalla critica un po’ troppo bassa. Nonostante tutto questo il titolo non ha riscosso succeso come i precedenti, tuttavia rimane un gioco validissimo che vi consiglio di giocare.
Tra un cigolio e l’altro siamo giunti al termine di questa avventura rumena. Saluto tutti voi lettori, perchè tutti questi fottuti ammazzavampiri mi hanno riempito il castello di mozziconi di candela che ora mi toccherà spazzare con la mia nuova scopa elettrica.
Addio, mia terra natale. Mai più i miei occhi ammireranno ancora la tua bellezza (Alucard, Castlevania Symphony of the night, 1997)
